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Sottomessa al Piacere-Umiliazione infinita#1


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
08.09.2025    |    24.234    |    2 9.2
"Tra le righe, però, scorgerete anche frammenti della mia anima, specialmente nei pensieri più intimi delle protagoniste, quei sussurri mentali che Daniela, pur nella sua supremazia, non..."
PREMESSA

Ciò che accadde quella notte al Club 84 risuona ancora nelle loro menti come un eco frammentato, un caleidoscopio di sensazioni troppo complesse per essere catturate da un'unica voce.
Ogni battito del cuore di Michela, ogni brivido sulla pelle di Patrizia, ogni sorriso compiaciuto della Padrona: tutti meritano di essere raccontati.
La verità di quella punizione si nasconde nell'intreccio delle loro storie, nei loro respiri affannosi, nei loro pensieri più intimi.

MICHELA

Eccomi qui, nel cuore pulsante della saletta privata del Club 84, il mio corpo che freme sotto il peso di cento sguardi avidi seduti sui divanetti eleganti, in attesa di noi, le star perverse della serata.

Sono Michela, la donna alta e bella da far girare la testa, quella che un tempo passeggiava per la città come una signora aristocratica, con tutti ai miei piedi, rispettata e invidiata.

Ma ora? Ora sono una schiava bendata, coperta da un soprabito nero piccolissimo che a malapena sfiora le mie natiche sode, lasciando intravedere la vulva depilata alla perfezione, liscia e invitante, e quel meraviglioso plug anale d'acciaio decorato con una gemma blu che indica la massima grandezza; mi dilata il buchetto in modo implacabile, mandandomi ondate di pressione erotica che mi fanno pulsare tra le cosce, un calore umido che già gocciola piano.

Sotto, completamente nuda, senza biancheria, solo le scarpe décolleté con tacco 12 che mi fanno inarcare il corpo come una pantera in calore, e le autoreggenti che stringono le cosce, accentuando la sensazione di esposizione totale.
Il pubblico attende le punizioni da fortunate donne estratte a sorte, ma io sono qui per Daniela, la mia Padrona, che deciderà tutto, riservandosi l'ultima sevizia.
Lei non è ancora arrivata, ma il suo fantasma mi eccita già, un brivido che sale dal plug nel culo, dilatandomi oltre il limite, facendomi sentire piena e vogliosa, la figa si contrae involontariamente al pensiero di cosa mi farà.

Ripenso a come è iniziato: in ufficio, ero la capa dal carattere forte, ma Daniela ha stravolto tutto, diventando la mia Padrona, costringendomi a vestirmi da troia oscena: minigonna che copre a malapena, camicetta trasparente che urla: "guardatemi le tette", elastici sui capezzoli per tenerli turgidi come chiodi, e quel plug che mi allarga il culo ogni giorno.
Patrizia doveva vigilarmi, impedirmi orgasmi, ma ho ceduto con Sabrina, mia sorella, la sua coscia contro il mio clitoride in quell'ufficio a vetri, insulti che mi hanno fatta esplodere in un piacere rubato, intenso, devastante. Ed eccoci qui, a pagare, preoccupata ma eccitata da morire, il corpo che brama umiliazione.
Sento il mormorio della folla, un'onda di sussurri che mi accarezza la pelle esposta, facendomi rabbrividire come se mani invisibili mi sfiorassero.

Chi sono questi bastardi? Conoscenti dalla città? Colleghi che domani mi vedranno in riunione e penseranno: "Ecco la troia nuda che implorava piacere."
L'idea mi fa bagnare di più, un filo caldo che scivola lungo l'interno della coscia, il plug che preme, dilatando il buchetto e mandandomi formicolii elettrici fino al clitoride.

La proprietaria del club, con il suo tailleur elegante ma minigonna sfacciata che lascia intravedere curve invitanti, ci conduce nella sala, il suo profumo di potere che mi avvolge.
Il pubblico trattiene il fiato, nessuno crede ai propri occhi vedendomi così, la grande Michela ridotta a un oggetto sessuale ambulante.
Ci tolgono i soprabiti, e resto nuda, esposta al massimo, il plug mi allarga il culo con una pressione costante, deliziosa, facendomi sentire piena e vulnerabile, la figa depilata che pulsa sotto gli sguardi, capezzoli che si induriscono all'istante per l'aria fresca e l'eccitazione.

Mi siedo sullo sgabello al centro, le natiche che sfregano contro la superficie fredda, amplificando la sensazione del plug, un gemito soffocato che mi sfugge.
Non vedo nulla, bendata, e questo buio totale intensifica tutto: l'inquietudine che mi stringe lo stomaco, mista a un'eccitazione enorme che mi fa tremare le cosce.

Chi mi sta osservando? Cosa pensano di me, nuda e indifesa? Mi disprezzeranno o mi desidereranno come una puttana. Domani, nella vita quotidiana, incontrerò qualcuno di loro, e il pensiero di quel segreto condiviso mi fa pulsare la figa, un calore umido che si diffonde, i capezzoli turgidi come chiodi che implorano tocco.

Mi volto verso Patrizia, la sento vicina, la mia collaboratrice fidata, diventata da poco il mio cane da guardia, né un capolavoro né un disastro, ma ora nuda come me, anche lei con un plug anale che la dilata e la prepara ad un esperienza ancora più intensa.
Deve avere gli stessi pensieri perversi, perché le sue mani mi scivolano sulla schiena liscia, un tocco voglioso e irrispettoso che mi fa inarcare, giù fino al culo, sfiorando il plug.

Un brivido mi invade la pelle, elettrico e bruciante, i capezzoli che diventano immediatamente due chiodi turgidi, pulsanti, sensibili al minimo soffio. Il pubblico nota la reazione, e sale un vocio discreto, eccitato, che mi fa arrossire sotto la benda, il calore che sale dal petto al viso.

«Cosa vuoi… Patrizia?» chiedo, voce indignata ma tremante di desiderio, il corpo che tradisce, la figa che si contrae al suo tocco.

PATRIZIA

Oh, Michela, la mia capa un tempo inarrivabile, ora nuda e tremante accanto a me su questo sgabello esposto, il tuo corpo alto e curvilineo che freme sotto il mio tocco.

Sono Patrizia, quella che obbediva ai tuoi ordini in ufficio con rispetto forzato, ma ora le mie mani scivolano sulla tua schiena calda, giù fino al culo sodo, sentendo il plug che ti dilata, la tua pelle che rabbrividisce al contatto.
Il brivido che ti percorre mi eccita da morire, la mia figa depilata per la prima volta che si bagna, un calore umido che mi cola tra le cosce, il mio plug di acciaio con una gemma verde che preme nel buchetto, dilatandolo quel tanto da mandarmi formicolii continui, amplificando l'eccitazione di avere te, la titolare, indifesa e vogliosa.
Siamo qui per colpa tua, cagna, per quell'orgasmo rubato con Sabrina quando dovevo vigilarti per Daniela, la Padrona che mi ha assegnato il compito, e ho fallito miseramente.
Ma in questa nudità estrema, con la figa liscia che mi fa sentire esposta come una puttana novizia, godo di questo potere momentaneo, le unghie che strisciano leggere sul tuo gluteo, sentendo la tua carne cedere, il tuo respiro accelerare.

«Siamo in questa situazione per colpa tua, Michela,» sussurro con acredine, sporgendomi dallo sgabello, le unghie che graffiano piano, un tocco leggero ma cattivo che ti fa fremere.

«Mmm! Patrizia! Le unghie... che sensazione...» ansimi, e io sorrido dentro, sapendo che i tuoi capezzoli esplodono di desiderio, turgidi e sensibili.

Vado dritta lì, la mano che sfiora i tuoi seni grossi – invidiati da tutte noi in ufficio, sempre sfoggiati con arroganza – li tocco col dito, poi l'unghia che graffia l'areola, giocando con cerchi lenti e crudeli.
Tu impazzisci, mugoli mordendoti il labbro inferiore, il corpo che si inarca sullo sgabello, la figa che immagino bagnata quanto la mia.
Il pubblico è ipnotizzato dai tuoi gemiti, un silenzio teso rotto da respiri pesanti, e io godo nell'insultarti, umiliandoti come non potevo prima, il mio clitoride che pulsa al pensiero di ridurti ai miei piedi.

«Ti piace, puttana, eh... questi grossi seni... te li abbiamo sempre invidiati tutte noi...» dico, la voce bassa e velenosa, gustando ogni parola; il mio plug che preme più forte mentre mi sporgo, mandandomi un formicolio dal culo alla figa.
Le tue scosse intime ti paralizzano, ansimi come una cagna in calore, la voglia di godere già alle stelle, il sudore che ti imperla la pelle.
Ti afferro i capelli morbidi, tirando forte, un dolore acuto che ti fa sobbalzare, trascinandoti giù dallo sgabello, voltandoti culo al pubblico, piegandoti a novanta sullo sgabello stesso, le tue natiche esposte, il plug blu che brilla sotto le luci.
Ammicco alla folla – lo sento dal loro respiro accelerato – e inizio a sculacciarti, colpi ritmati che echeggiano nella sala, la tua pelle che arrossa sotto il mio palmo, bruciante e calda, i tuoi urli leggeri e ansimati che diventano gemiti di piacere puro, non più di dolore.

«Non mi dirai che sei già bagnata...» ti sfotto, la voce carica di trionfo, il mio corpo che freme, figa gocciolante.

«Patrizia... mm... oh... smettila subito...» farfugli, ma il tuo culo si inarca verso la mia mano, implorando di più.

Invece di smettere, ti sfioro i glutei con delicatezza ora, le dita che danzano intorno al plug, spingendolo leggermente per farti sobbalzare, poi scivolano nella figa fradicia, calda e accogliente, penetrandoti con un dito solo, sentendoti stringere intorno, umida e vogliosa.
Sobbalzi, il corpo che trema, sapendo che tutti vedono: io, la sottoposta, che infilo il dito nella capa, dominandoti davanti a un pubblico.
Il pensiero mi bagna di più, il mio plug che preme, dilatando il buchetto e mandandomi ondate di piacere, la figa che pulsa al ritmo del tuo ansimo.
Ti tiro di nuovo i capelli, rimettendoti eretta, e ti bacio con forza, la lingua che invade la tua bocca calda, esplorando con profondità violenta, il sapore della tua saliva misto al tuo desiderio.

«Questo volevo farlo dal giorno in cui mi hai assunto, cagna.»

Le parole escono sprezzanti, violente, e ti eccitano, il tuo corpo che si appoggia allo sgabello, spalancando le cosce come un invito osceno, suscitando lo stupore del pubblico, un mormorio che mi fa sentire potente.
Ti senti un animale in calore, e io godo del dominio assoluto, le unghie che si appoggiano sul morbido dei tuoi seni grossi, affondando leggermente, un dolore lieve che ti fa sospirare, poi di più, solchi rossi che segnano la tua pelle candida, il bruciore intenso che si trasforma in desiderio puro, la tua figa che gocciola visibile.

«Maledetta... scopami anziché graffiarmi...» ansimi, stupita di te stessa, la voce rotta dal piacere.

«Inginocchiati, cagna... e forse ti gratificherò scopandoti.»

Ti metti in ginocchio, sottomessa anche da me, la tua assistente, il corpo che trema per la voglia di godere, la figa esposta e bagnata.

Il mio cuore batte forte.

EPILOGO

Prima parte della punizione, un viaggio attraverso l'ombra e la luce del desiderio proibito. La storia si snoda come un fiume sotterraneo, intenso e tumultuoso, che scorre per ben 14 capitoli di passione non filtrata.
Queste pagine non nascono dalla nebbia della mia immaginazione, ma emergono dalle confessioni sussurrate della mia amica Damabiancaesib, le cui esperienze reali si manifestano qui come gocce di sudore su pelle nuda.
Tra le righe, però, scorgerete anche frammenti della mia anima, specialmente nei pensieri più intimi delle protagoniste, quei sussurri mentali che Daniela, pur nella sua supremazia, non potrà mai ascoltare dalle labbra tremanti delle sue schiave devote.
Ogni capitolo di questa saga intima tra Michela e Daniela porta il marchio "Sottomessa al piacere". Per chi si avventura qui per la prima volta, consiglio di tornare all'inizio del viaggio. Questi racconti si intrecciano come fili di seta in un arazzo erotico, tessendo una trama continua di dominazione e devozione.
La vostra lettura completa e i vostri commenti nutriranno non solo il mio ego di narratrice, ma anche il coraggio della mia amica di condividere i suoi segreti più ardenti.

Permettetemi di ricordarvi:
- che queste pagine nascono da eventi vissuti, solo leggermente abbelliti dalla mia penna. La vera protagonista è "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere visitando il suo profilo.
- Questa storia è già stata scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie.

Ora sta a voi decidere: mi eleverete al rango di artista della parola erotica o mi relegherete tra i semplici sognatori con velleità letterarie? Vi prego, lasciate un voto generoso! E perché non un commento? Anche quelli irriverenti sono benvenuti.
O forse preferite sussurrarmi in privato qualche proposta che farebbe arrossire queste pagine, magari per un incontro che trasformi la fantasia in realtà, in qualche Club Privè di Bologna o dovunque il desiderio vi suggerisca.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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